FAQ
Quale deve essere la distribuzione dei nutrienti nella dieta quotidiana?
I cibi si dividono in macronutrienti e micronutrienti. I primi sono rappresentati da carboidrati proteine, i e grassi. Un'alimentazione bilanciata prevede in genere che i carboidrati dovrebbero fornire il 60 % dell'energia giornaliera, in massima parte assunta come amidi e per il 10-15% come zuccheri semplici. E' consigliabile inoltre un apporto di fibra di circa 30grammi/die., I lipidi (grassi) dovrebbero rappresentare il 30% delle calorie con un equilibrato rapporto tra i diversi tipi di acidi grassi che privilegi soprattutto gli omega3 e gli omega 6. Il rimanente 10% di calorie dovrebbe essere fornito dalle proteine di origine animale e vegetali, che hanno compiti plastici e regolativi. Le calorie devono essere accompagnate inoltre da un sufficiente ed equilibrato apporto di micronutrienti: vitamine e sali minerali, presenti soprattutto nella frutta e verdura, ed inoltre assicurarsi un apporto di sostanze protettive come gli antiossidanti, amminoacidi essenziali,indispensabili per il fatto che l'organismo non è capace di costruirseli da solo, pertanto occorre assicurarseli attraverso una corretta e diversificata alimentazione.
Ricorrere a un intervento di chirurgia estetica, come la liposuzione, può essere utile per ottenere quei benefici per la salute normalmente correlati a una perdita di peso?
La liposuzione è senz'altro efficace nel migliorare la silhouette, ma non è tuttavia utile per prevenire alcune malattie, normalmente associate al grasso addominale in eccesso e in generale al sovrappeso. La conclusione è frutto di uno studio condotto da Luigi fontana in collaborazione con la Washington University in St. Louis, con cui si è visto che la sensibilità del fegato, del muscolo e del tessuto adiposo all'insulina non migliora con l'intervento chirurgico. Inoltre, sono stati misurati i livelli del colesterolo, dei trigliceridi, la pressione arteriosa e i principali markers infiammatori. I risultati sono stati per certi versi sorprendenti: nessuna delle variabili prese in considerazione è migliorata dopo l'intervento di liposuzione.
E' vero che un regime alimentare ipocalorico, seguito magari anche per lunghi periodi, consente di ottenere un migliore stato di salute?
Un regime ipocalorico, purchè bilanciato e adeguato al fabbisogno energetico quotidiano, può essere seguito per periodi di tempo piuttosto lunghi. Sono conclusioni tutte ancora da dimostrare, ma un esperimento condotto negli Stati Uniti, in collaborazione con l'ISS, su 18 individui che volontariamente seguono un severo regime dietetico di restrizione calorica da un periodo medio di 6 anni, sembrerebbe provare che un'alimentazione equilibrata ma con poche calorie praticata per lungo tempo, magari per tutta la vita, è in grado di ridurre drasticamente il rischio di sviluppare diabete, ipertensione arteriosa e placche aterosclerotiche nelle arterie.
Come si può calmare la sensazione di fame che insorge quando si segue una dieta rigida?
Osservando una dieta per parecchie settimane si finisce per abituarsi alla nuova alimentazione ipocalorica; sarà quindi sufficiente imporsi di resistere per le prime settimane, per accorgersi poi che la fame non si avverte più.
È normale che certe persone soffrano di stitichezza quando seguono una dieta dimagrante?
Si tratta di un fenomeno occasionale, provocato dal fatto che la quantità complessiva di cibo è stata più o meno fortemente ridotta. In simili casi è opportuno rivolgersi al medico per farsi prescrivere le misure più idonee a riequilibrare e stimolare l'evacuazione dell'intestino.
Il consumo di alcolici può provocare l'obesità?
Sì le bevande alcoliche, infatti, contengono in media circa 100 calorie per bicchiere e inoltre hanno un effetto stimolante sull'appetito. A volte il dimagrimento si ottiene semplicemente abolendo le bevande alcoliche.
Gli stati emotivi influiscono in qualche modo sul peso di un individuo?
Sì; le persone che sono sottoposte a violente tensioni e a stress emotivi hanno infatti abitudini dietetiche assai discontinue, per cui mangiano ora eccessivamente, ora troppo poco.
Che differenza c’è tra il Biologo Nutrizionista ,Dietista e Dietologo?
Il Biologo in possesso di laurea di cinque anni iscritto nella Sez. A dell’Ordine Nazionale dei Biologi può svolgere la professione di Biologo nutrizionista in totale autonomia e firmare diete e consulenze nutrizionali. Il Dietista è un professionista sanitario in possesso di laurea triennale che organizza e coordina le attività specifiche relative all’alimentazione in generale e alla dietetica in particolare; collabora con gli organi preposti alla tutela dell’aspetto igienico-sanitario del servizio di alimentazione; elabora, formula ed attua le diete prescritte dal medico o dal biologo e ne controllano l’accettabilità da parte del paziente. Il dietista NON può lavorare in autonomia ma SOLO sotto la supervisione del medico o del biologo.Il dietologo è infine un medico e come tale può anche prescrivere una dieta oltre che elaborarla.
Perchè alcune persone riescono ad essere sempre magre pur mangiando tanto e male?
Queste persone utilizzano l' energia derivata dagli alimenti sia per compiere lavoro fisico, sia semplicemente per produrre calore attraverso processi metabolici chiamati cicli futili. I cicli futili vengono utilizzati da tutti; tuttavia essi sono molto più efficienti in queste persone e comunque tendono ad essere rallentati se c' è un eccesso di grasso accumulato e se l' assunzione di carboidrati e grassi è troppo elevata. Un ciclo futile è un sistema che consente di aumentare la spesa energetica senza aumentare il livello d attivita' fisica.Ci sono 2 tipi di cicli futili. Il primo è un sistema di disaccoppiamento della fosforilazione ossidativa. Normalmente nella matrice mitocondriale si produce atp a partire dai protoni prodotti dalla ossidazione dei substrati energetici nella glicolisi (processo ossidativo a valle del ciclo di krebs). Difatti l' accumulo di protoni fra le due membrane mitocondriali determina la formazione di un gradiente elettrochimico; i protoni passeranno passivamente attraverso proteine canali cui sono legati enzimi deputati alla formazione di atp a partire da adp (atp-asi). Si formeranno atp, molecole nelle quali sara' accumulata l' energia prodotta nei processi ossidativi, e che potrà essere utilizzata come carburante per il lavoro muscolare e per lo svolgimento di tutte le altre funzioni fisiologiche dell' organismo. Tuttavia a livello della mebrana mitocondriale interna sono presenti anche speciali proteine canali dette ucp, (in numero maggiore o minore a seconda dell' individuo), che vengono attraversate dai protoni senza produrre atp, ma solo calore sotto forma di energia termica. Il secondo tipo di ciclo futile è un sistema continuo che determina ossidazione degli acidi grassi a lunga catena (es. acido palmitico) fino a produrre acetilCoA e la risintesi ad acidi grassi a partire da una parte di acetilCoA prodotto. In tal modo l'atp prodotto sarà in parte riutilizzato per la sintesi di acidi grassi, determinando la necessita di produrre altro atp da altre molecole di acidi grassi. Cioe' si avrà anche in tal caso un aumento della spesa energetica. E' importante sapere che affinche' il nostro corpo sia in grado di ossidare gli acidi grassi derivanti dai trigliceridi accumulati, e' necessario che ci sia almeno un livello minimo di ossidazione di glucosio. Punto primo: la glicolisi produce NADPH che sara' utilizzato per la sintesi degli acidi grassi (come gia' detto importante perche' questi acidi grassi saranno poi riossidati). Punto secondo: nel ciclo di krebs viene prodotto ossalacetato che si lega all' acetil-CoA derivante dall' ossidazione degli acidi grassi, producendo citrato. Il citrato viene ossidato nel ciclo di krebs e in parte riforma acetilCoA per la risintesi di acidi grassi. Intolleranza al glucosio si innesca quando con l'alimentazione vengono introdotti quantitativi troppo elevati di glucosio (zuccheri semplici e carboidrati complessi a rapido rilascio).
Quali sono le cause della ritenzione idrica?
a) Ipotonia venosa con rallentamento della microcircolazone venosa che riporta il sangue ai polmoni e successivamente al cuore. I sintomi possono essere formicolii alle estremità degli arti, o gambe gonfie a fine giornata. Inoltre una delle reazioni del corpo in caso di insufficienza venosa è la formazione di vene varicose per aumentare il flusso ematico di ritorno verso il cuore. b) Rallentamento della circolazione microlinfatica che trasporta con la linfa le tossine a rene e fegato. In tal caso i liquidi interstiziali si accumulano in maggior quantità. I sintomi possono essere arti e viso gonfi. c) Squilibrio sodio/potassio. Il potassio è prevalentemente extracellulare. Ma se si accumula troppo Na extracellularmente, si ha un accumulo eccessivo di liquidi e quindi edema.